mercoledì 13 marzo 2013

Dolce di natura a Mango


Per me domenica è sinonimo di giornata in casa, pigiama, divano e copertina. 'Na botta de vita, insomma. Corro tutta la settimana tra ufficio, bambine, spesa, impegni vari, il venerdì e il sabato sono dedicati alle cene con gli amici e il vino scorre a fiumi, almeno la domenica vorrei stare tranquilla tra le mura della mia casetta.
Però mi rendo conto che invece si potrebbero fare un sacco di cose in una giornata non lavorativa, allora mi faccio forza, anche se un po' contrariata di non poter fare il mio sonnellino pomeridiano. Così è stato domenica scorsa, invitata a “Dolce di natura” nel Castello dei Busca a Mango. Si tratta della nuova collaborazione tra produttori di Moscato d'Asti DOCG e pasticceri di tutta Italia che usano esclusivamente il lievito naturale (o lievito madre) per i loro dolci ed in particolare per le colombe pasquali. Mango, per chi se lo stesse chiedendo, non è un posto esotico con palme e sabbia bianca, ma un paese dell'albese, tra le colline delle Langhe: luoghi meravigliosi, ricchi di storia e cultura...quasi, quasi ci vado ad abitare!
In compagnia di Cucina precaria e Ricette di cultura il tour è cominciato, nell'enoteca regionale di Mango, nei migliori dei modi: degustando! La colomba non è certamente il mio dolce preferito, ma quelle assaggiate erano di una bontà superlativa: la classica mandorlata, con il passito, con i marroni, tutte soffici e leggere, accompagnate da coppe di Moscato superlativo.
Il lievito madre richiede passione ed un grande lavoro: non è altro che farina e acqua, che insieme fermentano e danno vita ad un lievito naturale. Ma bisogna lavorarci tutti i giorni, (avete già capito che non è roba per me!) per rinfrescarlo, tenendo sempre una parte della matrice perché più è vecchio e più è buono: uno dei pasticceri che ho incontrato ha un lievito madre che ha 130 anni! Affascinante.
Produttori di Moscato d'Asti e i pasticceri dell'associazione Pa.lin si sono uniti per dare vita ad un matrimonio felice fatto di qualità e di amore per le materie prime e per il territorio: una pasticceria che usa il lievito madre e non vende il Moscato d'Asti DOCG, è come una concessionaria che vende un auto senza paraurti. Ed io sono perfettamente d'accordo.
La nostra giornata è continuata con una cena meravigliosa al ristorante Campagna Verde di Castiglione Tinella, dove abbiamo potuto assaporare piatti della tradizione piemontese – ma in chiave moderna e curata – insieme ai vini dei vari produttori di Moscato della zona, ma che hanno portato anche le loro Barbere e i Dolcetti. La pace dei sensi. Siamo tornati tardissimo, c'era una nebbia ché non si vedeva ad un palmo di naso e la sveglia, la mattina dopo, è stata traumatica, ma ne è valsa la pena. E' bello poter trascorrere la domenica – a volte, eh – in luoghi che non conosciamo ed incontrare persone nuove con cui si hanno passioni comuni.
Dopo i mille assaggi di colombe e la cena luculliana, c'è bisogno di un po' di verdura per depurarsi. E' stagione di carciofi ed io li adoro, anche mangiati crudi in pinzimonio, così non bisogna neanche pulirli. Questa volta sono stata brava e li ho mondati di spine e barbetta, per una ricetta semplice, ma sempre buonissima: i carciofi trifolati. Basta uno spicchio d'aglio, un po' di olio buono, carciofi freschi e tanto prezzemolo fresco, per un contorno meraviglioso.
Vieni sulla mia pagina Facebook per vedere le foto!

A casa mia...vola, colomba bianca vola!

Carciofi trifolati

2 commenti:

  1. bellissima racconto della giornata! sono d'accordo con te che è stato uno sforzo a passare una domenica cosi ma invece è stata una bella sorpresa in tutti i effetti! Sono contenta che ci siamo conosciuti! e viva i carciofi!:)

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    1. Il primo incontro di una lunga serie! Grazie Anna!

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