lunedì 4 febbraio 2013

Tradizioni regionali

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 Lo so, me ne rendo conto, sono di parte, ma per me la cucina italiana è la migliore in assoluto. Affermazione da italiano medio, forse, ma dopotutto lo sono. Adoro il sushi, a volte il desiderio di un hamburger maialoso è veramente irrefrenabile, ci sono sere in cui liso cantonese, involtino plimavela, menù fisso 10 eulo sono buonissimi, ma nulla, veramente nulla è meglio di qualsiasi piatto della nostra cucina. Così, random, nella semplicità: pizza alla napoletana – qui andiamo sul facile – lasagne alla bolognese, parmigiana di melanzane, fiorentina, risotto alla milanese, bonet, fregola con frutti di mare...potrei andare avanti per ore ad elencare le migliaia di ricette della cultura italiana nelle sue varie regioni, dagli antipasti ai dolci, una varietà straordinaria. E questa è una delle cose che più mi affascina del nostro Paese: le tradizioni culinarie che cambiano di regione in regione, la diversità di sapori e procedimenti a seconda della provenienza, la storia e anche le leggende che stanno dietro ad un piatto.
Il pesto non è mai mancato a casa mia. E' una di quelle cose che mia madre sa fare bene e ricordo il tavolo della cucina pieno di basilico fresco e un profumo meraviglioso per tutta la casa. Lei lo faceva con il mixer, tritando inizialmente pinoli e noci, poi aggiungendo il basilico, il parmigiano e il pecorino sardo, l'aglio e l'olio. Se leggesse un genovese credo sentirebbe un brivido salire lungo la schiena: belin, il pesto genovese non si fa così, per l'amorddiddio! Prima di tutto si utilizza il mortaio in marmo e il pestello in legno. Prima di tutto si lavora l'aglio con il sale rigorosamente grosso, poi si aggiunge il basilico, il grana e i pinoli (no noci) e solo all'ultimo l'olio, ovviamente extra vergine delle colline liguri. Dunque, io l'ho fatto così, in occasione della giornata stampa dai Fratelli Carli ad Imperia. Usare il mortaio è affascinante, ma vuoi mettere la comodità di frullare in pochi secondi? Sugli ingredienti niente da dire: l'ordine con cui si lavorano è una questione di praticità e di rilascio di grassi e oli (come per i pinoli) che impedirebbero la buona fluidità del pesto. Pochi ingredienti, tutto sta nell'armonia dei sapori, nel calibrare la quantità (soprattutto dell'aglio!). Comunque si faccia, il pesto è un prodotto meraviglioso, un condimento sublime per i primi che piace a tutti, bambini compresi.
Per mantenere la tradizione ligure, utilizzare trofie fresche e aggiungere tocchetti di patata e fagiolini.

A casa mia...il mortaio io lo uso per la caipirinha!

Trofie al pesto genovese fatto al mortaio

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